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Profondo Cordoglio per i Fratelli di Francia

Il Grande Oriente d’Italia di Rito Scozzese Antico ed Accettato - Provenienza Piazza del Gesù - esprime il più profondo cordoglio e la propria vicinanza ai familiari delle vittime degli attentati terroristici e a tutti i cittadini francesi, così duramente colpiti dalla violenza e dall’odio fondamentalista Lista a lutto le proprie insegne , labari e vessilli e li inchina, in segno di deferente rispetto, in onore dei Fratelli Massoni rimasti vittima nel vile e proditorio atto terroristico.
Auspica che la pronta e civile mobilitazione popolare contro ogni forma di violenza e di prevaricazione avvenuta in Francia e nel Mondo , sia la migliore risposta a sostegno della Libertà di pensiero e di ferma condanna ad ogni forma di oscurantismo ideologico.

La Massoneria tra due anniversari storici e la proiezione verso il futuro

ALLOCUZIONE DEL VEN.’. E POT.’. SOVR.’. GRAN.’. COMM.’. E G.’.M.’.

11 Giugno 2011

La giornata odierna si iscrive in un momento storico per il nostro Ordine Iniziatico, un giorno di riflessione e di dialogo pubblico in un anno nel quale ricorrono due importanti eventi: i 150 anni dell’Unità d’Italia e il 60° anniversario  dalla ricostituzione della nostra Obbedienza.

Questa iniziativa, (fra le altre intraprese nell’anno in corso), è  stata realizzata non solo per far pervenire  sul territorio nazionale un richiamo morale  teso a risvegliare  le coscienze degli iniziati   che guardano ancora  con fiducia  alla Libera Muratoria Ortodossa e Tradizionale  ma , anche  per  trasmettere un messaggio intriso di trasparenza morale e di etica comportamentale alle  nuove generazioni al fine di stimolare in loro il desiderio a voler concorrere  alla   crescita  morale, sociale e culturale. dell’intera collettività .

Dalla ricostituzione della nostra Comunione Massonica avvenuta  dopo l’ultimo conflitto bellico,  ad oggi;  l’opera di edificazione posta in essere dai ricercatori  del vero, del giusto e del  bello    non ha mai avuto  sosta. Come l’araba fenice risorta dalle sue ceneri, così il nostro sodalizio iniziatico  ad opera del Duca Attilio  Armandi  di Levizzano riprendeva forza e vigore e, seguendo quel filo ideale che ci legava a  Carlo De Cantellis , successore di Raul Palermi, senza soluzione di continuità è  giunto fino  ai nostri giorni, guidato  nel tempo, da intelligenze  come  Michele Terzaghi ,  Giovanni Bustreo  e Salvatore  Manoli, uomini iniziati ai misteri  dell’Arte Reale e   ispirati dai  più alti principi di emancipazione e progresso verso tutta l’ umanità. Attraverso la  loro opera silente, riservata e  quasi sconosciuta,   la nostra Obbedienza,  come  un fiume carsico, oggi,  decide di emergere in superficie  per scorrere  limpido ed impetuoso.

Sessanta anni sono pochi nella storia dell’uomo, ma il progresso scientifico, la grande evoluzione sociale, l’avvento della società del benessere, lo sviluppo delle tecnologie in tutti i campi produttivi e della comunicazione, hanno mutato profondamente la vita dell’umanità e l’accesso al sapere. Le distanze si sono accorciate, siamo  consapevoli di essere parte di un mondo piccolo e fragile che vive nuovamente un  periodo di crisi profonda, sotto il segno della frammentazione, della dissoluzione e della perdita di senso dell’esistenza. I segnali preoccupanti di queste tendenze sono sotto i nostri occhi tutti i giorni, li viviamo e ne siamo condizionati sia nel corpo che nell’anima, si  tende a dare veridicità  alle idee solo se condivise dalle masse e misurare la crescita individuale  in termini di ricchezza materiale, dove ciò che è importante è apparire, possedere e non essere,  il nostro dovere , è quindi, quello di   privilegiare la qualità e non la quantità, sviluppare la responsabilità individuale attraverso  il percorso iniziatico per diventare uomini consapevoli, cittadini esemplari, e genitori migliori.

 

Da troppo tempo ormai  si  parla della Massoneria solamente con  chiave di lettura negativa per via di tristi accadimenti e fatti riconducibili a soggetti che nulla hanno a che fare con i principi ispiratori dell’istituzione.

Per doverosa completezza di analisi, dobbiamo inoltre  tenere sempre presente che Il maggior numero di coloro che non conoscono la Libera Muratoria hanno di essa  un  concetto vago e inesatto,  più delle volte deviato da informazioni di parte o da letteratura  che ha spesso concetti fantasiosi.

La nostra antica regola ci impedisce di diffondere i nostri segreti sull’Arte del costruire, “ perché di costruire si tratta”.

Esistono  valide ragioni storiche a sostegno del metodo adottato per non svelare i Misteri Iniziatici, anche se nessuno di questi misteri sono preclusi a coloro che si accostano all’Arte Reale attraverso l’iniziazione.

E’ necessario comprendere che la conoscenza non è mai stata frutto di ricerche di massa. La Verità si fa strada lentamente, essa si rivela per gradi a pochi eletti e pazienti ricercatori, che,  spesso pagano duramente la conoscenza ed il sapere.

Ecco perché, di norma, è sempre da una base minoritaria che sorge l’anelito  di un nuovo passo avanti.

Il diffondersi della conoscenza, come nuova situazione morale, porta sempre inevitabilmente uno sconvolgimento dell’ordine e dei diritti preesistenti, perché insito nel concetto di nuova conquista vi è quello del rinnovamento, evento questo  che, nella logica dei contrapposti, puo’ trovare in taluni forte resistenza ai mutamenti.

Da queste brevi osservazioni, è obiettivamente giustificato il carattere prudente della Massoneria che, da sempre, opera sul terreno della Ragione e della Verità che,   per essere provata,  ha bisogno di lunga e giudiziosa meditazione.

La Libera Muratoria , come ben sappiamo, dovrebbe essere un aggregato universale di uomini liberi dalla faziosità e dal pregiudizio. In sintesi, un sodalizio di uomini saggi  che costruiscono nelle dimensioni della verità provata. Come tale, essa  tende indubbiamente verso il progresso riunendo attorno a se   uomini liberi  da inquinamenti mentali  di natura politica ,razziale o  religiosa.

La libertà nella ricerca,  da essa proclamata, non presuppone però solo la conoscenza, ma anche sensibilità, assoluto rigore morale, comprensione estrema e autodisciplina. L’uomo che possiede queste doti è veramente un Uomo Libero, giacché la sua  coscienza ha realizzato il senso del diritto e della giustizia. 

Per questo i Massoni sono chiamati alla dura disciplina dell’autocontrollo e della introspezione, onde evitare che si possa far uso della libertà cadendo in arbitri, in abusi e prevaricazioni, essi   lavorano in silenzio perché conoscono  la forza del silenzio, ma non lavorano  nelle tenebre, non compiono sortilegi , non pronunciano formule magiche e, soprattutto, non sono una setta. Essi  lavorano nella Luce della Ragione  con obiettività, con dignità, con rettitudine e nella assoluta lealtà verso gli uomini e le leggi.

Uno degli insegnamenti che la Libera Muratoria  dà ai propri aderenti per consolidarne  il carattere e realizzare le basi per uno sviluppo interiore   è Il rispetto del “Segreto Iniziatico” che si ottiene, come già detto, attraverso il silenzio , esso  favorisce lo sviluppo delle  capacità interiori , attiva le energie sottili esistenti  tra gli appartenenti al medesimo eggregoro e favorisce l’armonica assonanza  fra i centri di coscienza inferiori (meglio conosciuti come sensazioni fisiche) e quelli superiori ( meglio detti  sensibilità sottili).

Il segreto, lo possiamo definire come la parte intima  della conoscenza e del sapere che ogni iniziato elabora dentro di se e che non è trasmissibile ad altri,  né può essere  descritto, diviene un patrimonio personale inalienabile.  L’operatività iniziatica consiste nell’opporsi ai conflitti terreni, producendo armonia e bellezza con pensieri, parole ed esempi. L’equilibrio e l’armonia interiore  sviluppano la coscienza, uniscono  mente e cuore, necessari per entrare in contatto con l’infinito.

 

Dunque, Il compito della Massoneria è aiutare  i suoi membri a diventare iniziati. Questo è un cammino lungo e impervio, ma lo scopo è quello di abbandonare i fantasmi della propria esistenza profana per raggiungere uno stato superiore di consapevolezza e, in questo, guidati da disinteresse e altruismo. In altre culture si definisce illuminazione, ma sono gli iniziati che hanno raggiunto la “conoscenza”, che sanno essere proiettati verso la visione dell’umanità futura, che sono necessari a guidarci nelle epoche  di crisi.

 

Necessita, inoltre, ,  tenere alto ed alimentare il sentimento civico ed amare il concetto di Patria oggi inteso come elemento costitutivo dell’Europa, svincolato  da limitanti forme  estremizzanti di nazionalismo; ciò non di meno però, bisogna lavorare per  preservare le nostre tradizioni, origini e culture che rappresentano la nostra storia, il nostro passato, “guai a quel popolo che  dimentica il suo  passato”. Bisogna esaltare in una dimensione universale il principio di fratellanza tra tutti gli uomini, e per fare questo bisogna che si  consolidi fra tutti gli appartenenti al sodalizio iniziatico  il processo teso  a comprendere il vero significato di fratellanza. La fratellanza è la base  su cui si poggia la Libera Muratoria, senza questo collante, tutto il percorso iniziatico assume uno spessore ed una valenza nettamente riduttiva.

L’ Iniziazione, atto primo della scienza massonica, Scienza Iniziatica, è un filo conduttore attraverso cui passa un flusso di idee ed energie attive ed operanti che, se invocate, finiscono fatalmente per rispondere, dando origine alcune volte nell’immediatezza dell’evocazione, altre volte nel tempo, senza un’ apparente ragione ad una forza vitale capace di costruire o  devastare ciò a cui essa è diretta.

 

Questo deve essere lo spirito informatore di ogni  azione, realizzare Logge sature di energia, all’interno delle quali lo studio, la ricerca, la riflessione,  e la meditazione sui Simboli Tradizionali siano il principale desiderio di ogni singolo fratello, ricordando sempre che necessita  il verificarsi dell’amplesso tra il  sacrificio e la rinuncia per far si che sia  possibile dare origine, dentro di noi, “ all’Uomo Nuovo”.

 

Oggi, cosa significa riproporre il concetto di tradizione massonica  ancorata alla iniziazione solare e praticare il Rito Scozzese Antico ed Accettato la cui prerogativa rimane fortemente legata alle origini, riservando l’appartenenza esclusivamente agli uomini ? Perché sono ancora attuali e vitali la via iniziatica e l’ortodossia  rituale? Vedete, in momenti storici come questi, con un mondo traumatizzato  dalle tempeste dei conflitti tra gli uomini e dalla drammatica contrapposizione tra uomo e natura, è indispensabile ritrovare nella Tradizione un saldo ancoraggio,  riconoscersi  nel comportamento  esemplare  di  tanti uomini   che, anche a costo della loro  vita,  contribuirono  due secoli or sono  ad edificare l’Unità della Nazione. Potrebbe, quindi,  essere giunto, per l’Italia, il momento propizio per uscire dalla Torre di Babele rappresentata dalla miseria  morale e spirituale  degli uomini,  artefice delle tante incomprensioni,   ed avviarla a maggiori fortune quali non si sono verificate in questi ultimi anni.

La Tradizione, se rispettata nelle proprie forme non ha tempo, la sua validità è eterna. La nostra è una comunione massonica tradizionale e ortodossa, che  custodisce e rinnova attraverso la celebrazione  del rito, nella sua solennità,  i misteri iniziatici  simbolicamente contenuti e tramandati nel tempo , patrimonio indissolubile che contribuisce ad ampliare la conoscenza individuale e collettiva.

Proseguire , dunque, sulla via della Tradizione per noi è un imperativo , ciò al fine di ricordare a tutta l’umanità  che esiste ancora la Massoneria da cui ha tratto, nei secoli,  beneficio, attraverso il sacrificio di tanti fratelli che in nome della libertà, della giustizia e della emancipazione del pensiero, si sono sacrificati in uno con quelli che hanno contribuito e contribuiscono quotidianamente al progresso dell’intera umanità.

 

I relatori  che mi hanno preceduto hanno illustrato e ricordato il contributo fornito per l’Unità d’Italia dagli appartenenti alla Libera Muratoria  siciliana  . Abbiamo ascoltato come  le loro biografie e il  loro agire  si possa inscrivere in un disegno più ampio in   un flusso di energia cosmico  nel quale  nulla in realtà accade per caso ma è specchio di un Eggregore potente e vitale che agisce in sintonia con le eterne leggi dell’universo.

Noi siamo quello che pensiamo e attraverso il pensiero costruiamo la nostra realtà indirizzando il nostro destino. Il potere dell’energia del pensiero è incommensurabile. Quando più persone indirizzano i propri pensieri verso un unico obbiettivo  danno vita ad una  energia   che nel tempo  li accomuna  rafforzando il loro vincolo ideale.

Partendo da questo vincolo ideale  si possono realizzare i compiti e gli scopi che si prefigge la Libera Muratoria del terzo millennio, necessita   in primo luogo  tutelare lo spirito della propria tradizione  che ha saputo  parlare agli uomini che ci hanno preceduto  e, nello spirito di continuità, deve  proseguire  il suo cammino propugnando quei principi     portatori  di emancipazione e  progresso per l’umanità. Mi piace ricordare qui  le parole di Giovanni Bovio, Massone, educatore, sindaco di Napoli, che definiva la Massoneria giovane tra i giovani, alla testa di tutte le primavere del mondo, con i piedi nella tradizione e la testa nel futuro.

 

La Libera Muratoria  oggi deve ritrovare la  consapevolezza della sua intrinseca natura iniziatica, deve esigere dai propri componenti  un serio e costante lavoro interiore, basato sullo studio e sulla  riscoperta della sapienza custodita dagli antichi maestri , una sapienza trascendentale. L’opera di  continua crescita  di un massone avviene all’interno del proprio  atanor contenitore  nel quale ricrea le condizioni ottimali per la sua trasmutazione. L’opera alchemica non può essere disgiunta dal contestuale studio del simbolo, ponte che unisce e riunisce, che stabilisce un contatto, una relazione tra due mondi.  Il simbolo parla all’ emisfero destro del nostro cervello, quello deputato alla vita emozionale, all’intuito e alla visualizzazione, emisfero questo che attivato attraverso la porta della ritualità può consentire all’uomo di emanciparsi nella piena consapevolezza delle sue potenzialità. Mentre,  il pensiero razionale, quello dell’emisfero sinistro differenzia, cataloga, capisce,  il pensiero simbolico crea collegamenti tra mondi, unisce le realtà terrene e ultraterrene, permette al cervello di “sentire”. Il simbolo cela un archetipo che attraverso la ritualità permette al pensiero di  raggiungere  prima  la mente e poi il  cuore.

 

Per questo, una Libera Muratoria forte della sua identità, gelosa dei suoi segreti velati dai simboli , ancorata alle sue millenarie Tradizioni, può ritornare ad essere per tutta l’umanità una garanzia di progresso e di crescita culturale e sociale. Questo pensiero , ovviamente contrasta con quanti sostengono   invece che essa  debba  interagire nell’immediato e direttamente con il contesto sociale. A nostro avviso sarebbe un grave errore esporre l’Istituzione alle diatribe di natura politica, così facendo, si rischierebbe di  renderla  facilmente vulnerabile e soggetta agli attacchi strumentali di quanti dell’antimassoneria ne hanno fatto una  professione, talune volte anche ben ricompensata;  necessita invece che la sua funzione sia ispiratrice delle umane coscienze,assolva ad una funzione pedagogica e indirizzi, attraverso l’esempio , il comportamento e la parola le future generazioni. Contestualizzare l’azione   della Libera Muratoria  significherebbe ridurre la sua potenza, limitarne la sua azione e, quindi, prevederne la sua fine; ciò non è possibile, per molteplici motivi, uno per tutti è quello, secondo il quale, lo spirito informatore dei più alti principi etici, morali  sociali e di progresso  che vivifica l’essenza della  Massoneria deve vivere e pulsare all’unisono con i tempi, così come lo è stato nel passato, deve interagire nel tessuto connettivo sociale attraverso l’ispirazione dei principi e, quando occorre, il risveglio delle coscienze, per raggiungere il suo scopo non deve avvalersi degli strumenti di confronto sociale  che non gli appartengono , ma deve agire come forza propulsiva espressa da una fucina ispiratrice dei più alti principi riconducibili all’intimo comune sentire della fratellanza universale. E’ dall’ affannoso respiro contemporaneo della società che  si avverte  la necessità di avere una Massoneria consapevole del suo ruolo, forte nella qualità dei suoi aderenti , lontana dalla logica numerica che contrasta con il principio dell’aristocrazia del pensiero , la sua opera deve tendere  a far riscoprire la via  che ricolleghi la centralità  dell’uomo con la sacralità della vita  e, percorrendola ci  si  sforzi di individuare i punti di unione  tra noi e gli altri, tra ambiente e sviluppo, tra natura e cultura umana,  e che nell’armonia che regola la legge dei “binario” si riesca a vibrare all’unisono con la natura ed  il cosmo.

Desidero , qui ricordare,  una  citazione tratta da un documento storico:

“Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati;…”

 Avrete riconosciuto il famoso inizio del primo articolo della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, scritta da fratelli massoni.

 

Cio’ detto, mi avvio ora  verso la conclusione del mio intervento, ma lasciatemi ricordare tre esempi di come il pensiero possa diventare azione rivitalizzante nel mondo.

 

Il primo riguarda Pitagora e la sua scuola, che non era solo misterica, ma formava i quadri politici nel governo della polis a Crotone e nella Magna Grecia. Le sue visioni e le sue teorie confluirono nella concezione della Repubblica di Platone, un riferimento metafisico e politico che attraversò la storia , dal mondo antico, agli anni che precedettero la Rivoluzione Francese.

 

Il secondo  è il ricordo della Loggia delle“ Nove Sorelle” operante a Parigi intorno al 1770. Di essa fecero parte duecento membri di cui quaranta stranieri, ed ebbe come Maestro Venerabile Benjamin Franklin.  Essa divenne la prima “scuola di costituzionalismo in Europa”, e stampò  la prima bozza della Costituzione dei Tredici Stati Americani.

 

Il terzo è una memoria storica che ritroviamo in questa terra. E’ l’esempio di operare illuminato e dettato dalla ricerca della conoscenza che ci viene da Federico II, lo stupor mundi dei suoi contemporanei, un sovrano che fu  innovativo legislatore e che per primo elaborò l’idea della unione della penisola.  Che lavorò all’incontro con la cultura araba e al confronto fecondo col l’Islam e l’ebraismo,  che fondò l’Università di Napoli, che diede impulso alle scienze, alla medicina, che creò  una scuola di poeti ed intellettuali “laici”  che erano parte integrante della sua corte. I poeti Siciliani contribuirono in modo significativo al patrimonio letterario italiano, la loro lingua era il Siciliano Illustre, una lingua nobilitata dal continuo raffronto con le lingue auliche del tempo, il latino ed il provenzale (lingua d’oc), e a metà del 1200 fu il primo esempio di una lingua “italiana” sovra-dialettale che influenzò e anticipò la ricerca dello stilnovo toscano.

 

Nel concludere , desidero ribadire che l’impegno da noi  assunto è finalizzato a restituire alla Libera Muratoria   Italiana  la propria  peculiarità iniziatica  prerogativa che da sempre le è appartenuta nonostante la grave crisi di valori che da ormai troppo tempo sta interessando  la società contemporanea .  Dobbiamo operare nelle nostre famiglie, nella società, nelle professioni con  spirito di armonia e di   amore per l’Italia , mantenendo nel contempo  vitali i valori eterni di legalità, onore, lealtà e onestà ; occorrerà, in ultimo,  spezzare la catena del declino e raccogliere i frutti del nostro impegno  in nome di  tutti coloro  che nel passato,  superando le divisioni politiche ,  seppero coniugare il sapere tradizionale con le esigenze di cambiamento della loro epoca  realizzando così  il Rinascimento, il Risorgimento e  l’attuale Repubblica democratica.

Viva l’Italia e  Viva  la Libera Muratoria

Celebrazioni 150° dell’Unità d’Italia

Letto il 26 Marzo 2011, in occasione della posa della corona floreale in memoria dei Massoni e dei Patrioti che diedero la vita per l’Unità d’Italia -  Presso il monumento a Giuseppe Mazzini all’Aventino Roma.

“Non si è perduto niente quando ci resta l’onore” è una frase di Voltaire, uno dei padri dell’Illuminismo.

Per rendere onore a tutti coloro che si sono impegnati nella costruzione dell’ Unità d’Italia, in occasione del 150°, il Grande Oriente d’Italia di Rito Scozzese Antico e Accettato, storica Obbedienza di Piazza del Gesù, ha organizzato una serie di manifestazioni che avranno luogo su tutto il territorio nazionale sottolineando l’impegno di tanti fratelli massoni che, anche a costo della propria vita, hanno contribuito alla realizzazione della nostra Repubblica.

Nel 1861 l’unificazione nazionale non era stata realizzata appieno: mancavano il Veneto (sotto il domino dell’Austria), Roma e il Lazio ( nello Stato Pontificio); Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia solamente dopo la Prima Guerra Mondiale diventano parte della nuova nazione che per Giuseppe Mazzini rappresentava “l’idea madre del concetto della mente, la religione dell’anima”.

Il 14 marzo 1861 Vittorio Emanuele II veniva proclamato Re d’Italia con voto unanime di tutto il Parlamento subalpino e il 17 del mese con l’approvazione dell’articolo unico della legge 4671 nacque  formalmente lo Stato Italiano.

Dopo anni e anni di lotte intestine, guerre e dominazioni straniere si concludeva la prima fase del Risorgimento con l’unificazione della nostra penisola dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest.

Il 20 settembre 1871, dopo la breccia di Porta Pia, Roma, la cui storia è intimamente intrecciata con le radici della nostra civiltà,  fu proclamata Capitale d’Italia.

Si calcola che in quell’epoca vi fossero centinaia di Logge attive distribuite su tutto il territorio nazionale e che vi fossero circa 20.000 fratelli massoni impegnati  tra le fila dei Carbonari e dei militanti della Giovine Italia.

Tra le figure di spicco ricordiamo Giuseppe Garibaldi, che fu “iniziato” in Sud America, Camillo Benso di Cavour, collegato alle logge francesi, Aurelio Saffi, Giuseppe Avezzana, Federico Campanella, Giuseppe Petroni  e  Adriano Lemmi.

Per quanto riguarda Giuseppe Mazzini, profondamente impegnato nella lotta contro gli austriaci,  la sua affiliazione onoraria fu determinante nel proselitismo patriottico per smentire le tesi di Mettermich che nel Congresso di Vienna aveva definito l’Italia “solo un’espressione geografica”.

Dalla sede del Grande Oriente d’Italia della Massoneria di R:. S:. A:. ed A:.

Il Giorno del ricordo: la lezione della storia.

Il Giorno del ricordo che si celebra il 10 febbraio, fu istituito con una legge della Repubblica il 30 marzo del 2004 al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Quella legge segnò il mutato atteggiamento da parte della comunità nazionale nei confronti della tragedia di decine di migliaia di infoibati? e di oltre 350.000 esuli, segnò il riconoscimento delle sofferenze e della dolorosa memoria dei martiri e dei sopravvissuti.

I racconti dei testimoni ancora viventi e dei loro discendenti, le foto, i documenti, le cose quotidiane salvate nella tragedia, il dolore delle vittime, ci parlano anche della fine di un oblio, di una dimenticanza dovuta a ragioni
di opportunità politica, di un tentativo di revisionismo e di negazionismo storico che ha doppiamente ferito quelle popolazioni, ne ha nascosto il martirio che fu pulizia etnica, ne ha occultato un esodo che fu sradicamento da radici familiari e comunitarie antiche di secoli.

A distanza di decenni da quegli avvenimenti, la lezione che la storia ci impone è quella di operare per la pace e la fratellanza nel rispetto della dignità umana. Le foibe, l’esodo, il ricordo devono diventare dentro di noi lo stimolo a comprendere che queste tragedie possono ripetersi quando gli uomini sono accecati dal fondamentalismo ideologico e dall?odio etnico e politico.

Il dovere di ogni comunità nazionale è quella di coltivare la propria storia e memoria, il nostro dovere di uomini liberi è quello di erigere nei nostri cuori il sentimento di appartenenza ad un’unica grande patria al di là delle frontiere e delle diversità, quella patria europea, nata e cresciuta dopo un conflitto devastante, patria comunitaria capace di recepire e di arricchirsi delle rispettive identità e memorie. E per fare questo è necessario coltivare in noi, ogni giorno, il giardino della memoria ed estirpare con lavoro costante la gramigna della dimenticanza.

La foiba di Basovizza designata ad essere il monumento perenne alla memoria, il futuro Parco della Pace tra Caporeto e Duino, una terra insanguinata da centinaia di migliaia di morti nelle guerre mondiali, devono diventare i luoghi dove imparare a edificare ponti di pace e di tolleranza, monumenti viventi e perenni dove coltivare l’ideale della fratellanza umana.

Roma 10 febbraio 2011

Egitto - Comitato per le riforme: l’unica strada per il nuovo Egitto è nel dialogo e nel rispetto della libertà

Salutiamo l’annuncio della istituzione di un Comitato per le riforme, che entro un mese elabori gli emendamenti da apportare alla Costituzione in vista delle prossime libere elezioni, come il primo passo affinché l’Egitto si avvii alla soluzione pacifica e democratica della drammatica crisi che sta attraversando.

I passi indispensabili per costruire la nuova nazione egiziana sono presenti nei recenti accordi tra governo ed opposizione: abrogazione delle leggi d’emergenza, libertà di stampa e di manifestazione, apertura di inchieste su abusi di potere e sulle responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico in questi drammatici giorni.

Auspichiamo che al più presto si possa ripristinare il rispetto delle leggi che consentono la civile convivenza tra gli uomini e il ripristino delle libertà democratiche per permettano al paese di uscire dal rovinoso caos economico e sociale.

Facciamo appello ai rappresentanti delle forze politiche, dei movimenti, di tutte le confessioni religiose, affinché prevalga il dialogo e il rispetto reciproco, affinché si percorra la strada del confronto, della giustizia e della libertà e non quella della violenza o della contrapposizione fondamentalista, in modo che si imponga su tutti l’interesse superiore per il benessere della nazione egiziana.

Auguriamo a tutti i Fratelli Massoni Egiziani di poter al più presto riprendere i lavori sospesi.

Roma, 8 febbraio 2011