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Ogni giorno deve essere un Giorno della Memoria

Da undici anni il 27 Gennaio, data che ricorda l’apertura dei cancelli di Auschwitz nel 1945, si celebra il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

La Shoah fu possibile perché un’ideologia inumana e razzista fece compiere a tutta l’Europa occupata dalle truppe naziste, un enorme passo indietro liberticida e antidemocratico che negò tutte le conquiste e gli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza sviluppatesi  dall’età dell’Illuminismo e cresciute in Europa nei due secoli successivi.

Ma questo giorno potrebbe rischiare di diventare un atto liturgico capace di salvare le nostre coscienze, una ricorrenza che negli anni potrebbe assumere il sapore di un ricordo lontano, qualcosa che ogni anno ritorna ciclicamente. Il ricordo dell’Olocausto deve diventare elemento per accrescere la nostra coscienza sulla tolleranza, sulla giustizia, sul nostro rapporto con l’altro da noi, su come agire di fronte alla tirannide. Deve essere una preziosa occasione di autoanalisi, un momento nel percorso di autoconoscenza, capace di porci di fronte alla domanda: come avremmo agito in quelle circostanze? Avremmo avuto il coraggio di aiutare, nascondere, soccorrere come fecero i Giusti tra le Nazioni e i tanti che lottarono per la libertà? Allora il Giorno della Memoria dovrebbe servire a farci riflettere su quella vasta realtà di viltà e obbedienza alla brutalità del potere così ben sintetizzata da Hannah Arendt con il termine “banalità del male“. 

Il Giorno della Memoria ha generato uno slogan, “mai più“, che ci riporta alla necessità di costruire una coscienza storica che genera consapevolezza. La memoria è un elemento attivo del presente, non deve servire solo ad’inaugurare un memoriale, ma deve imporci una analisi per migliorare e crescere spiritualmente nella consapevolezza della missione della nostra vita.  E’ un faticoso lavoro quotidiano per diventare uomini liberi nell’eterna lotta tra luce e tenebre.

Dalla sede del Grande Oriente d’Italia della Massoneria  di R\S\A\ ed A\

Roma, 27 gennaio 2011