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Celebrazioni 150° dell’Unità d’Italia

Letto il 26 Marzo 2011, in occasione della posa della corona floreale in memoria dei Massoni e dei Patrioti che diedero la vita per l’Unità d’Italia -  Presso il monumento a Giuseppe Mazzini all’Aventino Roma.

“Non si è perduto niente quando ci resta l’onore” è una frase di Voltaire, uno dei padri dell’Illuminismo.

Per rendere onore a tutti coloro che si sono impegnati nella costruzione dell’ Unità d’Italia, in occasione del 150°, il Grande Oriente d’Italia di Rito Scozzese Antico e Accettato, storica Obbedienza di Piazza del Gesù, ha organizzato una serie di manifestazioni che avranno luogo su tutto il territorio nazionale sottolineando l’impegno di tanti fratelli massoni che, anche a costo della propria vita, hanno contribuito alla realizzazione della nostra Repubblica.

Nel 1861 l’unificazione nazionale non era stata realizzata appieno: mancavano il Veneto (sotto il domino dell’Austria), Roma e il Lazio ( nello Stato Pontificio); Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia solamente dopo la Prima Guerra Mondiale diventano parte della nuova nazione che per Giuseppe Mazzini rappresentava “l’idea madre del concetto della mente, la religione dell’anima”.

Il 14 marzo 1861 Vittorio Emanuele II veniva proclamato Re d’Italia con voto unanime di tutto il Parlamento subalpino e il 17 del mese con l’approvazione dell’articolo unico della legge 4671 nacque  formalmente lo Stato Italiano.

Dopo anni e anni di lotte intestine, guerre e dominazioni straniere si concludeva la prima fase del Risorgimento con l’unificazione della nostra penisola dal Nord al Sud, dall’Est all’Ovest.

Il 20 settembre 1871, dopo la breccia di Porta Pia, Roma, la cui storia è intimamente intrecciata con le radici della nostra civiltà,  fu proclamata Capitale d’Italia.

Si calcola che in quell’epoca vi fossero centinaia di Logge attive distribuite su tutto il territorio nazionale e che vi fossero circa 20.000 fratelli massoni impegnati  tra le fila dei Carbonari e dei militanti della Giovine Italia.

Tra le figure di spicco ricordiamo Giuseppe Garibaldi, che fu “iniziato” in Sud America, Camillo Benso di Cavour, collegato alle logge francesi, Aurelio Saffi, Giuseppe Avezzana, Federico Campanella, Giuseppe Petroni  e  Adriano Lemmi.

Per quanto riguarda Giuseppe Mazzini, profondamente impegnato nella lotta contro gli austriaci,  la sua affiliazione onoraria fu determinante nel proselitismo patriottico per smentire le tesi di Mettermich che nel Congresso di Vienna aveva definito l’Italia “solo un’espressione geografica”.

Dalla sede del Grande Oriente d’Italia della Massoneria di R:. S:. A:. ed A:.

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