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Manoscritto di Graham

IL MANOSCRITTO DI GRAHM 

Il  Manoscritto Graham prende il nome da Tho Graham, Maestro della Loggia della quale fece parte il compilatore, citato nelle ultime righe del testo subito prima della data: il 24 Ottobre 1726. Esso appartenne al Reverendo H. I. Robinson, rettore di Londesborough, York, quale lascito familiare. Il Reverendo si interessò al documento solo in seguito alla sua iniziazione, avvenuta nel 1936. 

In primo luogo osserva che tutti i nostri segni derivano dalla squadra in analogia con ogni argomento che trattiamo, questo è provato dai 9 versi del 6° capitolo del I Libro dei Re. Il saluto è il seguente: da dove venite? R: vengo da una venerabilissima Loggia di Maestri e compagni appartenente a Dio e al beato Giovanni che saluta tutti i giusti e perfetti fratelli del nostro Santo segreto, e così io saluto voi, se trovo che siete uno di loro. Mi congratulo con voi, Fratello, e desidero sapere il vostro nome rispondete J e l’altro deve dire che lui è B - L’esame è il seguente:

D:  Come saprò che siete un libero Massone?

R:  Dalle giuste parole, segni e toccamenti del mio ricevimento.

D:  Come siete stato fatto libero Massone?

 

R:  Da una Loggia giusta e perfetta.

 

D:   Cos’è una Loggia perfetta?

 

R:  Il centro di un cuore sincero

 

D:   Ma quanti Massoni sono così chiamati ?

 

R:  Un numero dispari qualsiasi fra 3 e 13

 

D:  Perché tali numeri, e come mai sempre dispari?

 

R:  Ancora  in riferimento alla benedetta trinità (e) alla venuta di cristo con i suoi 12 apostoli.

 

D:   Quale fu il primo passo verso il vostro ricevimento?

 

R:  Uno spontaneo desiderio di conoscere i segreti della libera Massoneria.

 

D:  Perché la libera Massoneria fu chiamata così?

 

R:  In primo luogo perché è un libero dono di Dio ai figli dell’uomo, in secondo luogo perché è libera dalle intrusioni degli spiriti infernali, in terzo luogo perché è una libera unione fra i fratelli di quel santo segreto che durerà per sempre.

—    — Come siete venuto in Loggia?

 

R:  Povero e senza un soldo, cieco e ignorante dei nostri segreti.

 

D:  C’è qualche ragione per ciò?

 

R:  Siccome il nostro Salvatore divenne povero per la nostra redenzione così io allora divenni povero per contrarre  sulla squadra la conoscenza di Dio.

 

D:  Cosa vedeste nella Loggia quando vedeste?

 

R:  Io vidi invero la parola Giustizia e Amore fraterno.

 

D:  Dove?

 

R:  Davanti a me.

 

D:  Cosa vi lascereste alle spalle?

 

R:  Lo spergiuro e l’odio  della Fratellanza per sempre se mai scoprissi i nostri segreti senza il consenso della Loggia, a meno di non avere ottenuto una triplice voce per l’essere stato ammesso, passato ed elevato ed essere stato approvato da tre diverse Logge e senza eccezione mi conformerò al giuramento di essere fedele ai nostri articoli.

—    — Come era disposta la vostra Loggia alla vostra ammissione?

 

R:  Ad oriente, occidente e meridione.

 

D:  Perché non anche a nord?

 

R:  Siccome abitiamo il nord del mondo, non seppelliamo nessuno nella parte settentrionale delle nostre chiese, e così manteniamo vuota la parte settentrionale delle nostre Logge.

 

D:   Perché ad oriente e occidente?

 

R:  Perché le chiese sono disposte da oriente ad occidente con il porticato al sud.

 

D:  Perché le chiese sono disposte da oriente ad occidente?

 

R:  Per quattro ragioni.

 

D:   Ditemele

 

R:  In primo luogo perché i nostri progenitori furono posti ad Oriente nell’Eden, in secondo luogo il vento dell’est prosciugò il mare dinnanzi ai figli di Istraele e il tempio del Signore dovette essere costruito così, terzo, per chi lo osserva nel periodo equinoziale il sole sorge ad oriente e tramonta ad occidente, quarto, fu ad oriente che apparve la stella che avvisò i pastori e i saggi che il nostro salvatore era  venuto nella carne

 

D:  Chi vi condusse dentro la Loggia?

 

R:  Il sorvegliante e il compagno più anziano.

 

D:   Perché non il compagno più giovane?

 

R:  Perché il nostro Salvatore esortò i capi a servire a tavola, quale esortazione all’umiltà che dobbiamo per sempre osservare.

 

D:  In quale postura vi pronunciaste il giuramento?

 

R:  Non ero seduto né in piedi, né andavo né correvo né cavalcavo né pendevo e neppure volavo; né nudo né vestito; né scalzo né calzato.

 

D:  Perché in codesta postura?

 

R:  Perché ciò che rende il Cristo veramente tale, è l’essere interamente Dio e interamente uomo, e allora l’essere messo nudo mezzo vestito, mezzo scalzo e mezzo calzato mezzo in piedi e mezzo in ginocchio, essere mezzo di tutto e niente per intero è la manifestazione di un cuore umile e ubbidiente per essere un fedele seguace di quel Solo Gesù.

 

D:  Che cosa giuraste di fare?

 

R:  Di tenere, e celare i nostri segreti.

 

D:  Quali altri doveri vi impone il giuramento? 

 

R:  Il secondo è di obbedire a Dio e a tutte le Squadre fatte o mandatemi da un fratello; il terzo di far sì che con accada mai che offenda Dio e disonori la Squadra, il quarto è di non commettere mai adulterio con la moglie di un fratello, né di mentirgli intenzionalmente; il quinto di non desiderare mai un’ingiusta rivalsa su un fratello, ma di amarlo e prestargli soccorso quando sia in mio potere e non mi crei un danno insostenibile.

 

D:  Vi passo che siete stato in una Loggia, ma ancora vi domando: quante luci appartengono a una Loggia?

 

R:  Vi rispondo 12.

 

D:   Quali sono?

 

 

V:   I primi tre gioielli sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, il sole la luna e il maestro Massone, la squadra, il Regolo, il filo a piombo e la livella, il maglietto e lo scalpello.

 

D:  Provatemelo propriamente ?

 

R:  Per la benedetta trinità, la ragione è evidente; quanto al sole, esso fa il giorno luminoso e la notte; la luna è un oscuro corpo d’acqua che riceve la sua luce dal sole, ed è anche regina delle acque, che sono la migliore Livella; il maestro Massone insegna l’arte e dovrebbe avere una voce sonante quando insegna i nostri segreti, come se fosse di bronzo, perchè viviamo nella potenza di un Cenacolo di orazione, e anche se i 70 ebbero grande potere, tuttavia gli 11 ne ebbero di più quando scelsero Mattia al posto di Giuda; la squadra, il regolo, il filo a piombo, la livella, il maglietto e lo scalpello sono sei strumenti senza la maggior parte dei quali nessun Massone può fare un lavoro fatto bene.

 

D:  Quali riferimenti possono essere trovati in queste 12 Luci?

 

R:  Possiamo tracciare un riferimento ai 12 patriarchi e anche ai 12 buoi di cui leggiamo nel 7° capitolo del I Libro dei Re, che sorreggevano il mare di bronzo fuso, i quali erano l’emblema dei 12 discepoli che il Cristo doveva prendere.

 

D:  Vi passo l’ammissione, ma vi domando se siete stato elevato ?

 

R:   Sì, lo sono stato.

 

D:   In cosa siete stato elevato?

 

R:   Sono stato elevato nella conoscenza dei nostri tempi remoti dalla tradizione e dalla scrittura.

 

D:  Quali sono le vostre parole di fondazione alla gettata delle fondamenta di un edificio dove vi aspettate che qualche scialacquatore spirito infernale abbia posto la sua tana e possa imbarazzarvi scuotendo il vostro abile lavoro?

 

R:  Oh, concedi ed avrai.

 

D:  A chi parlate?

 

R:  Alla beata trinità in rendimento di grazie.

 

D:  Come proferite queste parole?

 

R:  In ginocchio a capo scoperto col viso rivolto ad oriente.

D:  Cosa volete dire con l’espressione di prima?

 

R:  Vogliamo dire che rinunciamo ad ogni rivendicazione personale, a differenza di quei babilonesi che pretendevano di costruire fino al cielo, ma preghiamo la beata trinità di lasciarci costruire in maniera sincera ed onesta, ed essa avrà la glorificazione che le è dovuta

 

D:  Quando furono formulate codeste parole, o quale bisogno ci fu di esse?

 

R:  Rispondo: nei nostri tempi remoti prima che il Vangelo si diffondesse il mondo era infestato da spiriti infernali scialacquatori e quando gli uomini non costruivano con fede e rendimento di grazie i loro lavori erano spesso insidiati.

 

D:   Ma come poteva succedere che i lavori dei Babilonesi rimanessero in piedi prima di tutto questo, e in particolare che il Vangelo si diffondesse?

 

R:  Vi rispondo con la vostra stessa domanda, perché la presunzione di quei Babilonesi disturbò la Divinità in tal maniera che le lingue furono confuse, di modo che per l’avvenire nessun essere umano avrebbe potuto fare lo stesso senza l’assistenza divina, che non si può ottenere senza fede e preghiera.

 

D:   Spiegatemi la vostra tradizione.

 

R:  Noi abbiamo per tradizione, e poi ce n’è qualche riferimento nelle Scritture, che Sem, Cam e Japhet andarono alla tomba di Noè loro padre per cercare di trovare qualcosa che li conducesse al segreto della virtù che questo famoso patriarca possedeva,  perché spero tutti concederanno che tutto ciò che poteva essere utile nel nuovo mondo stava nell’arca con Noè. Ora questi tre uomini si erano già accordati che se non avessero trovato proprio ciò che cercavano la prima cosa che avrebbero trovato l’avrebbero tenuta come il loro segreto, perché non dubitavano, ma anzi credevano fermamente che Dio era capace e che si sarebbe dimostrato ben disposto per la loro fede, preghiera e obbedienza, così che ciò che avrebbero trovato si sarebbe rivelato ricco di virtù come se essi ne avessero ricevuto il segreto come se sgorgasse dalla mente di Dio stesso, e così vennero alla tomba ma non trovarono nulla oltre al cadavere già tutto decomposto.

Afferratolo per un dito la carne venne via e si staccò dalle giunture e lo stesso quando lo presero per il gomito e così sollevarono il cadavere mettendo piede contro piede, ginocchio contro ginocchio, seno contro seno, guancia contro guancia e mano sul dorso e invocarono «aiutaci o padre»  come volessero dire «o padre del cielo aiutaci tu ora, perché il nostro padre terreno non può più farlo», e così deposero di nuovo il cadavere e non sapevano cosa fare. Uno di loro disse: «C’è ancora del midollo in quest’osso e il secondo disse: «è un osso e basta» e il terzo disse: «Puzza» e così si accordarono per dargli il nome con cui è conosciuto dalla libera muratoria fino ad oggi così vennero ai loro affari e in seguito i lavori cominciarono; e perciò si deve credere, e bisogna anche capire, che la virtù non derivò da ciò che trovarono, o da come fu chiamata, ma da fede e preghiera, e così continua: la volontà aprendo il passaggio all’azione.
Durante il regno del re Alboino nacque Betsaleel, che fu chiamato così da Dio prima ancora di essere concepito nella matrice. E questo santo uomo seppe per ispirazione che i titoli segreti e gli attributi principali di Dio erano protettori, e costruì appoggiandovisi sopra, di modo che nessuno spirito infernale scialacquatore osò pretendere di rovesciare l’opera delle sue mani. Così le sue opere divennero tanto famose che i due fratelli più giovani del re Alboino, già nominato, vollero essere istruiti da lui nella sua nobile arte del costruire. Egli acconsentì, alla condizione che non l’avrebbero mai rivelata se non ci fosse stato qualcuno con loro per comporre una triplice voce. Essi perciò si impegnarono con giuramento ed egli insegnò loro le parti teorica e pratica della massoneria; ed essi lavorarono.

Allora i salari dei massoni aumentarono in questo regno, e ci furono dei massoni contati fra i re e i principi. Eppure Bestsaleel, all’approssimarsi della morte, espresse la volontà di avere sepoltura nella valle di Giosafatte, e che vi fosse scolpito un epitaffio secondo il suo merito. Ciò fu fatto dai due principi, e sulla tomba fu scolpito ciò che segue: «Qui giace il fiore della massoneria, superiore a molti altri, compagno di un re e fratello a due principi.Qui giace il cuore che seppe guardare tutti i segreti, la lingua che non li ha mai disvelati».

Allora, dopo la sua morte gli abitanti di questo paese credettero che i segreti della massoneria fossero completamente perduti perché non se ne sentiva più parlare, poiché nessuno conosceva quei segreti, a parte i due principi che si erano impegnati per giuramento a non rivelarli senza qualcun altro per formare una triplice voce. Ma bisogna credere e inoltre comprendere che un segreto così santo non potrà mai essere perduto finché resterà un buon servitore di Dio in vita sulla terra; perché ogni buon servitore di Dio possedeva e possederà sempre una gran parte di questo santo segreto, benché non lo conoscano essi stessi né sappiano come farne uso.

Perché si produceva nel mondo di questa epoca ciò che avvenne alla Chiesa Samaritana riguardo al Cristo: le genti cercavano ciò che avevano già, ma nella loro profonda ignoranza non potevano rendersene conto. Tutto continuò così nelle tenebre dell’ignoranza, in tutto per quattrocentoottanta anni dopo che i figli di Israele furono usciti d’Egitto, fino al quarto anno del regno di Salomone su Israele, quando Salomone cominciò a costruire la Casa del Signore; ciò che suo padre David avrebbe desiderato fare, ma non fu concesso a costui di compiere questa opera, perché le sue mani erano insozzate su ogni lato, a causa di guerre sanguinose. Ecco tutto ciò che ha attinenza col regno di re Salomone, suo figlio, che cominciò a costruire la Casa del Signore. Qui spero che tutti terranno per certo che nessuna delle cose necessarie per portare a buon fine questa santa costruzione fu negata a questo saggio re.

Ognuno deve ammetterlo, altrimenti dovremmo accusare Dio di ingiustizia, ciò di cui nessun debole mortale oserebbe accusare Dio, e di cui la sua divina Bontà d’altra parte non saprebbe essere colpevole. Detto questo, leggiamo al Primo Libro dei Re, capitolo 7, versetto 13, che Salomone mandò a cercare Hiram a Tiro. Egli era il figlio di una vedova della tribù di Nephtali e suo padre era un uomo di Tiro che lavorava il bronzo. Hiram era ripieno di sapienza e di abilità per fare ogni sorta di opere in bronzo. Venne presso il re Salomone e gli consacrò tutto il suo lavoro. La spiegazione di questi versetti è la seguente: la parola «abilità» significa «ingegnosità», perché quando la sapienza e l’intelligenza si trovano riunite in un’unica persona, nulla gli manca. Così, per il presente passaggio delle Scritture, bisogna convenire che questo figlio di vedova, il cui nome era Hiram, aveva ricevuto una ispirazione divina, proprio come il saggio re Salomone o ancora il santo Betsaleel.

Ora, è riportato dalla Tradizione che durante questa costruzione ci sarebbe stata una controversia fra i manovali e i muratori per riguardo ai salari. E per calmare tutti e arrangiare le cose, il saggio re avrebbe detto: «che ciascuno di voi sia soddisfatto, perché sarete tutti pagati nella medesima maniera». Ma diede ai muratori un segno che i manovali non conoscevano. E chi poteva fare questo segno nel luogo ove erano versati i salari, era pagato come i muratori; i manovali non conoscendolo, erano pagati come prima. Il saggio re voleva retribuire ciascuno secondo i suoi meriti. Comunque il capitolo 6, versetto 7, del Primo Libro dei Re mi spiega ancor meglio quando vi si dice che la Casa, per il tempo che fu in cantiere, fu costruita con pietre preparate prima di essere trasportate in loco, di modo che non si udiva rumor di martello, né di ascia né di altro utensìle di ferro nell’edificio mentre era in costruzione dal che possiamo concludere che tutto il necessario era preparato in anticipo, ma non ancora assemblato, di modo che potesse essere trasportato senza incomodo e quando tutte le cose fossero state esaminate dai limiti del cielo alla superficie della terra, allora non avrebbe potuto trovarsi nulla di più conveniente come loro segno della squadra, ad indicare come si doveva agire gli uni verso gli altri così il lavoro continuò e progredì perché non avrebbe potuto andare di traverso, dal momento che lavoravano per un così buon maestro e  avevano il più saggio uomo del mondo per sorvegliante, e perciò in parte per il suo merito ma molto di più per libera grazia la Massoneria ottenne un nome e un nuovo comandamento il loro nome significa forza e la loro risposta è bellezza e il loro comandamento Amore per prova di ciò leggi il 6° e il 7° capitolo del Primo libro dei Re dove troverai i meravigliosi lavori di Hiram per la costruzione della Casa del Signore.

Quando tutto fu terminato i segreti dei Liberi Muratori furono messi in buon ordine, così come lo sono adesso e lo saranno fino alla fine del mondo, per quelli che rettamente li comprendono in 3 parti, in riferimento alla benedetta trinità che fece ogni cosa, poi in 13 branche in riferimento a Cristo e ai suoi 12 apostoli che è come segue una parola per un teologo sei per il clero e sei per il compagno d’arte e in totale e completo accordo con ciò a seguire con i cinque punti della fratellanza dei Liberi Muratori ovvero piede a piede ginocchio a ginocchio petto a petto guancia a guancia e mano al dorso i quali cinque punti fanno riferimento ai cinque segni principali che sono testa piede corpo mano e cuore e anche ai cinque punti di architettura e ugualmente ai cinque ordini della Massoneria essi traggono la loro forza da cinque primitive, una divina e quattro temporali che è come segue per primo il Cristo il capo e la Pietra d’Angolo per secondo Pietro chiamato Cephas per terzo Mosè che scolpì i comandamenti per quarto Bazalliele il migliore dei Massoni per quinto Hiram che era ripieno di saggezza e intelligenza il tuo primo è Il secondo è   il terzo è Il quarto è   il quinto è Il sesto è il settimo è L’ottavo è  il nono è Il decimo è l’undicesimo è Il dodicesimo è  il tredicesimo è.

Tho. Graham essendo Maestro della Loggia alla quale appartengo, addì 24 di Ottobre 1726, a tutti quelli della nostra Fratellanza che con questo intendono istruirsi.