aprile 2017
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Manifesto Massonico

Fratelli Italiani,
avremmo voluto continuare l’attività massonica all’interno delle nostre officine, così come abbiamo fatto sin dal 1949 anno della nostra ricostituzione, ma la grave situazione nella quale si dibatte la Massoneria Italiana, da ormai troppo tempo, ci induce ad uscire dal nostro riserbo, per lanciare un appello a tutti coloro che, intendendo l’importanza della Libera Muratoria nel mondo, sentano il desiderio di dare il loro contributo per restituirle la legittimità iniziatica e quella trasparenza morale che le è propria.

Mi rivolgo a tutti i fratelli onesti e moralmente integri che vivono e operano in Italia, qualunque sia la loro Obbedienza massonica di appartenenza, nella speranza che essi mi ascoltino e mi comprendano. Purtroppo la realtà Massonica Nazionale ormai da lungo tempo, è angustiata dal frazionamento delle famiglie massoniche, non lieto retaggio di ambizioni talvolta piccole e persino deplorevoli, in quanto non si è compreso che la Massoneria non vive di antagonismi o, peggio ancora, di personalismi, essendo bensì permeata e sostanziata da uno spirito solidale di fraternità che non conosce limiti.

Da molto tempo ormai la Luce iniziatica ha, per lo più, cessato di rischiarare i luoghi sacri ove si adunano i massoni per lavorare alla gloria del Grande Architetto dell’Universo.
I Templi sono divenuti luoghi d’incontro di profani, camuffati da massoni, speranzosi di soddisfare unicamente le esigenze di carattere materiale.
Necessita oggi, più che mai, un forte richiamo alla responsabilità e una conseguente coraggiosa azione di pulizia interna. Noi crediamo che non sia il numero degli aderenti ad un organismo massonico che conferisce ad esso prestigio, rispetto e credibilità iniziatica, quanto la qualità morale degli appartenenti stessi.

Amati fratelli, non possiamo più tacere !
E’ necessario che si sappia quanto male stanno procurando alla Massoneria Italiana gli “scissionisti” per indole, gli autonominati “ novelli regnanti” e la moltitudine di “Gran Mestatori”, opportunisti, faccendieri e arrivisti di ogni genere, lo dimostrano anche le sempre più frequenti vicende giudiziarie che vedono coinvolti appartenenti ad una generica Massoneria. Molti elementi indesiderabili, molti falsi pastori hanno agito e continuano ad agire indisturbati a detrimento dell’Istituzione Universale.

Tutta questa gente e tantissimi altri che purtroppo, per loro fortuna, non sono ancora caduti nelle maglie della giustizia; nulla hanno a che fare con la “Vera Massoneria”, essi non sono mai stati massoni, non lo sono e non lo saranno mai, a prescindere dagli orpelli, censi e dignità che si auto attribuiscono.
Malgrado ciò sia una realtà evidente, imponendoci un severo giudizio, Noi dobbiamo perseverare in favore della selezione se vogliamo che la Massoneria continui a vivere.

Se tutto ciò che è accaduto e tutto ciò che sta ancora accadendo a detrimento dell’Ordine, non ha fatto perdere il carattere della nostra integrità, se sappiamo tenere in debito conto che la Massoneria è anche azione sociale, noi non dobbiamo lasciarci disarmare dagli eventi nefasti che hanno fortemente compromesso la credibilità della nostra Sacra Istituzione.

L’insegnamento della Massoneria, resta uno ed immutabile nei secoli e nei millenni. Esso si attua e si svolge di epoca in epoca integrando al suo venerabile tronco le particolari questioni che in ogni periodo storico più attanagliano e preoccupano le genti.
L’applicazione di tali insegnamenti nell’ambito della grande famiglia umana non può essere che graduale e adeguato alle diverse condizioni storiche, etniche, morali, economiche, politiche delle singole nazioni.

Vi è dunque una parte speculativa che è quella che elabora e conserva la Tradizione Iniziatica e una parte necessariamente operativa la cui missione è di vivere individualmente tali suoi insegnamenti e di renderli effettivi socialmente, per quanto lo consentano le necessità psicologiche e sociologiche del momento.

La Massoneria se vuole adempiere degnamente la sua missione deve essere Istituto di azione intellettuale e sociale, e non deve essere strumento di nessuna corrente di pensiero profano, a meno che essa non rinunci, come attualmente accade, alla sua reale e specifica funzione di sodalizio iniziatico e simbolo di una scienza di un Ordine speciale.
La Massoneria deve in ogni caso essere più speculativa che di azione. Essa deve rimanere mente forte, coscienza adamantina di pensiero che prepara l’azione, ma non è l’azione nel senso stretto della parola.

La Massoneria, quella vera, ha sempre agito e deve continuare ad agire a mezzo dei suoi membri, diffondendo nella società profana i suoi Princìpi di socievole fraternità e di libertà che i massoni apprendono ed elaborano nel seno delle loro Officine. Il lavoro massonico deve essere quello di una azione riflessa, dato che una azione diretta è assai difficile senza entrare nel terreno della politica partitica e delle rivalità personali. Deve però esservi azione diretta e collettiva dell’Ordine. Deve in primo luogo esservi quando la tradizione nazionale, il momento storico e la difesa dei suoi Princìpi fondamentali lo impongono; deve essere azione educativa tesa al richiamo della pubblica opinione agli alti ideali della vita quando gli eccessi di materialità e di interesse soffocano lo Spirito facendolo sprofondare nella più demoralizzante indifferenza e nel più vergognoso egoismo.

Questa opera di diffusione di Princìpi non può essere fatta che dal vero massone e da una Massoneria conscia della sua missione, sicura della sua dottrina, riverente alla propria origine, devota alla sua grande ed universale tradizione di pensiero Spirituale.
Allora si, sotto l’azione sua, non clamorosa ma effettiva, si può credere alla rigenerazione degli uomini, al risorgimento di una novella vita, lasciando i dogmi fallaci al passato.
Se è vero che tutto procede in avanti, che tutto è sospinto a progredire sia nella scienza, che in religione come in politica, economia e sociologia; è altrettanto vero che parlando di Massoneria, bisogna con forza affermare che per far progredire i Massoni urge che la Sacra Istituzione ritorni alle sue origini, rispettando le regole dell’Iniziazione progressiva, disciplinata da una validita e costruttiva gerarchia.

La Massoneria, per sua tradizione, è e deve rimanere la continuatrice di pensiero, linguaggio ed azione della scuola Alessandrina, l’ereditiera di tutte le iniziazioni antiche, la depositaria dei segreti dell’apocalisse e del Shoar. L’oggetto del suo culto deve quindi rimanere il culto della verità rappresentato dalla Luce; essa deve ricominciare a diffondere una sola e medesima filosofia: cercare sempre la verità, insegnare la ragione della realtà, conducendo progressivamente tutte le intelligenze ad operare in favore di una sempre più equa giustizia sociale.

Come già detto, l’autenticità della Massoneria consiste nell’impulso di porre perpetuamente in atto la irresistibile forza della verità, contenere i suoi membri in una unità di pensiero, linguaggio e di azione, essere, in fine, guida di un ordine sociale che consenta di far progredire dignitosamente l’umanità verso la agognata Fratellanza Universale.

Senza timore di toccare la suscettibilità di alcuno, affermo!

L’appartenere ad un Ordine Iniziatico, non è prerogativa di tutti.
Tutti possono aspirare ad appartenervi, ma a pochi deve essere riservato l’accesso. Ad essi è richiesta una “aristocrazia di pensiero” una potenziale, intelligente, capacità di comprensione tendente verso il trascendente, una ricchezza d’animo e una sensibilità di spirito che li conduca, attraverso il percorso iniziatico verso la LUCE. E’ quindi indubbio, che del lavoro ben fatto dal singolo massone, ne beneficerà l’ umanità intera.

Abbiamo affermato che la Massoneria non si occupa di politica partitica, ma non che essa non abbia la sua politica. L’autenticità della politica massonica consiste in una rivoluzione di tutto l’uomo per l’uomo, come ragione, come essere, come interprete di un passato e come artefice del suo futuro. Vale a dire: “che la politica massonica consiste nell’operare, non sugli individui e sulle istituzioni, ma sul singolo, elevandolo ad una più perfetta coscienza “individuale” per il conseguimento della sua libertà illuminata indirizzandolo verso forme più progredite di convivenza sociale”.

La Massoneria deve dunque educare e guidare i suoi aderenti a formare una “coscienza politica” di ispirazione universale. Questa politica investe, in via di principio, tutti i problemi umani.
La Massoneria è un’Arte, come tale, non può non essere una politica, una politica che non può essere però quella dei più, cioè la politica dell’astuzia; ma una politica pratica ed illuminata che ricerca il vero e non rompe con la Tradizione; essa deve quindi far interagire morale e diritto.
I massoni non debbono avere alcun pregiudizio politico e religioso; non debbono giudicare secondo la mentalità schematica dei partiti e delle chiese, ma secondo le cose, essi debbono imparare che :
come in un crogiuolo le scorie si depositano nel fondo purificando la materia , così la Massoneria deve assolvere a tale compito, permettendo ai postulanti delle varie scuole di pensiero, ai sostenitori di Princìpi Universali e alle diverse fedi di purificarsi e di unirsi in un ideale di perfezionamento che conduce alla vera libertà individuale.

I massoni debbono quindi studiare, illuminarsi allo scopo di preparare le fondamenta per la società che deve venire. Per far ciò essi debbono ben prepararsi intellettualmente allo scopo di guidare avvenimenti, con l’esempio comportamentale nel rispetto delle Leggi dello Stato a cui appartengono, in maniera che la società di domani sia capace realmente di seguire la forza irresistibile dell’evoluzione.
Nessuno può fermare la ruota del progresso naturale delle cose; di questo assunto bisogna avere piena consapevolezza, quindi, ciò che oggi può sembrare sogno sarà la realtà di domani .
Desidero concludere rilanciando un accorato appello a tutti i veri massoni, onesti e virtuosi, già emanato nel 1959 dall’allora Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro della nostra Obbedienza On. Michele Terzaghi 33∴

“Coloro che entrati in Massoneria, si siano dispersi o ne siano rimasti delusi, rientrino, si raccolgano di nuovo nella Comunione, diano il loro contributo di opere per il suo potenziamento, la rafforzino in modo che in una decorosa atmosfera di fiducia, si possa avviare un percorso di avvicinamento, nel dialogo, tra tutte le Obbedienze Nazionali ( n.d.s) in alternativa ad una ipotesi di riunificazione Massonica, vecchia ed inascoltata aspirazione di tutti i veri Massoni”.

Una Massoneria forte in Italia non solo non ha bisogno di illudersi con l’orpello dei riconoscimenti esteri, ma anzi, essendo forte in se, nei Consessi Internazionali sarà accolta con deferenza e rispetto raggiungendo così il vertice della sua funzione di fratellanza tra i popoli e le genti, in modo da contribuire alla pace del mondo ed a stroncare sul nascere le velleità di nuove guerre.
I dormienti si sveglino, i titubanti cessino di esitare, gli incerti rafforzino il loro animo e la loro virtù.

Massoni d’Italia, a raccolta ! Gli entusiasmi non sono morti; si sono sopiti e bisogna ravvivarli, con fermezza di intenti, di propositi, di opere.

L’ideale della fratellanza umana è troppo geloso ed ambizioso per non essere coltivato e concretato.

Un abbraccio a tutti Voi nei NN∴SS∴NN∴

Il Sovrano Gran Commendatore
Gran Maestro