agosto 2017
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Norme diritto Italiano

Il Grande Oriente d’Italia della Massoneria di Rito Scozzese  Antico ed Accettato, come tutti i raggruppamenti Massonici operanti in Italia, a norma dell’art. 36 del Codice Civile, rientra nel novero delle associazioni non riconosciute di tipo morale, che tendono al perfezionamento spirituale dei propri aderenti .

Nel Mondo, fatta eccezione per quegli Stati, a regime totalitario, che vietano ai cittadini il diritto di riunirsi liberamente, l’atto associativo è un diritto che gode di particolari garanzie e tutele, costituendo il nucleo primario di ogni forma di democrazia.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 ottobre 1948), all’art. 20, proclama il diritto di ogni individuo alla libertà di associazione, così come l’art. 11 della Convenzione per la Protezione dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali (4 novembre 1950) riconosce e tutela detta libertà, senza altre restrizioni che quelle necessarie, secondo la legge, per la sicurezza interna ed esterna, per la sanità e la morale, per i diritti e le libertà altrui.

In Inghilterra così come negli Stati Uniti d’America, la libertà d’associazione è stata sempre riconosciuta e senza particolari limitazioni, ad eccezione di quei fatti, puniti da norme, come la conspiracy.

In Germania, la Costituzione della Repubblica Federale (8 maggio 1949) sancisce la libertà di formare associazioni i cui scopi e l’attività non siano in contrasto con le leggi penali.

In Francia, la carta costituzionale (27 ottobre 1946), in linea con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo (26 dicembre 1989), non reca alcuna disposizione esplicita sul diritto di associazione, che nel preambolo è incluso fra i diritti e le libertà dell’uomo e del cittadino.

In Belgio, Olanda, Svizzera, le norme tutelano il diritto di associazione demandando i limiti a norme previste e disciplinate con regolamenti propri.

In Italia, la materia è trattata nell’art. 18 della Costituzione e nella Legge 25 gennaio 1982 n°17 nota come Legge Anselmi. L’art. 18 della Costituzione recita: «I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici, mediante organizzazioni di carattere militare».

Nel nostro Paese, dunque, vige, ed è assurto a rango Costituzionale, il diritto all’associazione (promozione e partecipazione), senza che sia necessario richiedere alcuna autorizzazione, purchè i fini associativi non siano vietati da norme penali, che, in quanto tali, devono essere espresse e dirette ai singoli. La Costituzione vieta, viceversa, le associazioni segrete e quelle che perseguono scopi politici, avvalendosi di una organizzazione a carattere militare.

Con la legge 25 gennaio 1982 n° 17 si è data pratica attuazione alla norma Costituzionale definendo da un lato le associazioni segrete e dall’altro prevedendo le sanzioni da comminarsi. Con la stessa legge sono stati abrogati gli artt. 209 e 212 del citato Testo Unico sulle leggi di Pubblica Sicurezza.’L'art. 1 della legge Anselmi recita: «si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall’art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all’ interno di associazíoni palesi, occultano la loro esistenza, ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità ed attività sociali, ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di Enti pubblici anche economici, nonchè di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale.»

Pertanto, precisato che un reato è un fatto antigiuridico e colpevole, nel caso di cui all’art. 1 della Legge Anselmi, agli elementi associazione segreta con finalità cospiratorie deve essere necessariamente congiunto l’elemento del dolo, (coscienza e volontarietà), in assenza del quale il fatto, (segreto e cospiratorio), non costituisce reato.

Chiarito il problema, sotto il profilo giuridico, occorre puntualizzare che il Grande Oriente d’Italia della Massoneria di Rito Scozzese  Antico ed Accettato, per aver comunicato in data 13 novembre 1951 al Ministero degli Interni e al Questore di Genova, l’avvenuta sua ricostituzione, trasmettendo i propri Statuti e Regolamenti interni, evidenziato le finalità e gli scopi, resi noti i nominativi dei propri dirigenti, comunicata la propria sede legale e le successive sedi secondarie, non può che essere considerato una associazione legalmente costituita e come tale rispettosa delle norme civili e penali; così come i suoi aderenti, in quanto tali, titolari di un diritto costituzionalmente garantito.