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Cattedrali

LE CATTEDRALI  GOTICHE

Il termine gotico, per la stragrande maggioranza degli storici dell’arte, deriva dal nome del popolo dei Goti, che veniva additato dalla cultura classica romana come un popolo dalla civiltà assolutamente barbara e rozza. Per estensione dunque il termine arte gotica starebbe ad indicare un arte per l’appunto “barbara”, selvaggia distruttrice della tradizione classica, “una parola spregiativa (come potremo dire “vandalo” o “unno”) con il quale il rinascimento intende contrapporre se stesso, presunto restauratore della grandezza antica, al medioevo” (P. Adorno).

Una spiegazione molto diversa, non accettata da nessun storico e che non ritroverete in molti libri di storia dell’arte, ma altrettanto valida, ci è offerta da Fulcanelli, uno sconosciuto scrittore degli inizi del nostro secolo, nel suo affascinante volume Il Mistero delle cattedrali. In esso Fulcanelli stabilisce un parallelo, una connessione molto forte tra gotico e goetico (ovvero magico). “L’art gotique”, egli dice, “altro non è che una deformazione ortografica della parola argotique, la cui omofonia è perfetta….La cattedrale, dunque, è un capolavoro d’art goth o d’argot. I dizionari definiscono la parola argot come “il linguaggio particolare di tutti quegli individui che sono interessati a scambiarsi le proprie opinioni senza essere capiti dagli altri che stanno intorno”.

Prendendo per buona questa definizione, dunque, Fulcanelli ritiene che le cattedrali gotiche siano, così come aveva sostenuto anche Victor Hugo nel suo libro Notre-Dame de Paris, dei veri e propri libri di pietra, attraverso i quali potessero essere tramandate conoscenze ritenute talmente straordinarie che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari, avrebbero potuto apprendere.

In effetti la magnificenza, l’imponenza e tutta una serie di misteri non risolti legati alla loro nascita, hanno fatto diffondere attorno alle cattedrali gotiche numerosissime leggende in cui si fondono figure ed oggetti leggendarie della storia del Cristianesimo, dai Templari al Santo Graal.

Innanzitutto il mistero riguarda la loro nascita del tutto improvvisa in Europa, intorno al 1128 (cattedrale di Sens), proprio nel periodo in cui i Templari erano ritornati in Francia dalla Terrasanta, dove avevano stabilito il loro quartier generale nel luogo in cui un tempo sorgeva il Tempio di Salomone, l’edificio più esoterico del mondo. Altro mistero è legato alla sorprendente maestria e tecnica architettonica dimostrata dai costruttori delle cattedrali che, da questo punto di vista, nulla hanno a che vedere con le precedenti chiese romaniche, di cui evidentemente non possono essere considerate una logica evoluzione. Riguardo a questo una leggenda dice che l’architettura delle cattedrali si poggia su regole armoniche e statiche talmente complesse e sofisticate che sarebbe necessario togliere una sola pietra da esse, la famosa pietra angolare di cui si parla anche nella Bibbia, perché l’intera costruzione crolli su se stessa.

Alcuni studiosi hanno avanzato l’ipotesi, certamente un pò azzardata e non dimostrata, che furono i Templari a far costruire le cattedrali, dopo aver ritrovato nei sotterranei del loro quartier generale, delle carte che contenevano i progetti e i princìpi armonici che sottostavano alla costruzione del Tempio di Salomone, opera costruita dal leggendario architetto Hiram, di cui si dice che i costruttori delle cattedrali gotiche (i Compagnons e i Macons) fossero gli eredi spirituali. 

CARATTERISTICHE COMUNI DELLE CATTEDRALI

La maggior parte delle cattedrali venne costruita su luoghi che in epoche passate erano considerati sacri ed erano legati in particolare al culto della Grande Madre, ritenuto il culto unitario più vasto e diffuso prima del Cristianesimo, molti di questi luoghi inoltre sono dei veri e propri nodi di correnti terrestri, ovvero quei punti in cui l’energia terrestre è molto forte e che secondo alcuni studiosi sarebbero anche alla base dei grandi allineamenti di megaliti come Carnac o i cosiddetti Leys.

La pianta di quasi tutte le cattedrali gotiche ha la forma di una croce latina. Questo è, secondo Fulcanelli, un ulteriore motivo per considerare le cattedrali come edifici esoterici, la croce infatti “é il geroglifico alchemico del crogiuolo”. Ed è nel crogiuolo che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato (è quel processo di morte e rinascita iniziatiche che stanno alla base dei riti di molte delle associazioni massoniche tra le più famose).

Tutte le cattedrali sono piene zeppe, nella loro architettura, di statue o bassorilievi raffiguranti figure altamente simboliche e simboli magici ed esoterici, che poco hanno a che vedere con la loro funzione di chiese cristiane.

Tutte le cattedrali, inoltre hanno l’abside rivolta verso sud-est e la facciata rivolta a nord-ovest, mentre i transetti del braccio trasversale sono orientati lungo l’asse nord-est sud-ovest. Questa particolare orientazione della chiesa era, così come altro particolare delle cattedrali, non casuale, ma deliberatamente voluta, poiché in questo modo il fedele, entrando nell’edificio sacro, avrebbe camminato avanzando verso l’Oriente, ovvero verso la Palestrina, luogo di nascita del Cristianesimo. A causa di questa particolare disposizione si verifica, ogni giorno, una curiosa successione di luci ed ombre sui tre rosoni del transetto. Il rosone settentrionale, infatti, quello cioè che si trova sul transetto sinistro non è mai illuminato dalla luce del sole, il rosone meridionale, transetto destro, è illuminato a mezzogiorno, mentre il rosone principale, quello che si trova sul portale principale della cattedrale e riscaldato dai raggi del sole che tramonta. Secondo ancora Fulcanelli “…In questo modo, sul frontone delle cattedrali gotiche, si succedono i colori dell’Opera, secondo un processo circolare che va dalle tenebre, rappresentate dall’assenza e dal colore nero, alla perfezione del colore rosso, passando per il colore bianco, considerato come una media tra il nero ed il rosso….Nel medioevo, il rosone centrale dei portici si chiamava Rota, la ruota. La ruota è il geroglifico alchemico del tempo necessario alla cottura della materia filosofale… “. 

LA SACRALITA’ DELLE COSTRUZIONI

Fin dall’antichità costruire era considerato un rito sacro, frequente è infatti la definizione di Dio come Architetto dell’universo, per gli ebrei fu lo stesso Dio a dare le istruzioni per la costruzione del Tempio di Salomone. Anche la cattedrale, nel suo insieme può essere interpretata simbolicamente.

Essa può rappresentare l’uomo che si affida a Dio, infatti l’abside rappresenta il capo, la croce formata dal transetto rappresenta le braccia e le gambe, le navate sono il corpo e l’altare il cuore.

La cattedrale è il corpo eterno di nostra signora, dove il tempo non scorre e dove avviene un fenomeno prodigioso, quello delle mutazioni. L’universo infatti è in continua evoluzione, e così anche l’uomo. Come nel centro della ruota si trova il mozzo, immobile, ma comunque causa del moto, così la cattedrale movimento di pietra si trova al centro delle mutazioni.

1.1 Dimensione verticale

Parliamo della dimensione verticale, gia’ utilizzata nelle costruzioni del passato , come menhir neolitici, piramidi, zigurrat, teocalli….e nelle simbologie orientali legate alla montagna. Tra le ipotesi al vaglio dell’importanza di questa dimensione riassumiamo quella gia’ esaminata in un’altra nostra trattazione, sulle correnti terrestri o Telluriche. Secondo alcuni studiosi, la terra sarebbe attraversata da correnti ,secondo particolari linnee chiamate leys, tali linee erano gia’ note nel passato, basti pensare al _Feng shui giapponese o alle costruzioni druidiche era noto che tali energia si sprigionasse in particolari punti, detti nodi. Era proprio su tali nodi che venivano edificati templi pagani e posteriormente, le stesse basiliche cristiane. Secondo questa affascinante teoria, le cattedrali fungerebbero da antenne, grandi amplificatori di tal energia formando un collegamento tra il cielo (divinita’) e la terra (uomo). 

SIMBOLOGIA DI PIETRA

” La cattedrale contiene nelle sue sculture e nella sua geometria l’alfabeto necessario per decifrare il Libro di cui è l’incarnazione. Libro aperto, perché offerto agli occhi di tutti; libro chiuso, perché il nostro pensiero e la nostra vita devono essere in armonia con il messaggio della cattedrale, se vogliamo riuscire a percepirlo” ( CHRISTIAN JACQ ).

 ” La cattedrale propone degli ornamenti che non vengono scelti per piacere, ma per presentare alla vista del popolo una teologia della Chiesa” ( GEORGES DUBY ).

La simbologia dell’arte sacra ha notevoli fonti iconografiche:

innanzitutto la Bibbia (in particolare i Salmi, la Genesi, Ezechiele, i Vangeli, l’Apocalisse), ma anche in alcuni casi i Vangeli Apocrifi i testi patristici (Padri e Dottori della Chiesa come sant’Agostino, sant’Ambrogio, san Giovanni Crisostomo, san Girolamo) i Bestiari protocristiani, come il Physiologus, che fu commentato anche da sant’Isidoro vescovo di Siviglia ed altri Bestiari molto in voga nel Medioevo, alcuni dei quali illustranti antiche leggende e credenze reinterpretate in senso cristiano, come nel caso dell’acanto utilizzato nei capitelli corinzi.
Per quanto riguarda l’interpretazione, bisogna tenere presente che una stessa figura può assumere significati molto diversi, per esempio l’aquia ha diversi significati : la Saggezza, la Luce, il Bene …
 

IL DRAGO

Spesso ritroviamo nelle rappresentazioni medievali l’immagine del drago, in particolare il drago che viene ucciso da santi, come san Michele, san Giorgio, san Galgano, san Leucio..
Ma cosa rappresenta il Drago ? In generale per alcuni studiosi l’immagine del santo che sconfigge il drago sarebbe interpretabile come la vittoria del bene sul male. In realta’ , pero’ , il drago rappresenterebbe le correnti terrestri, l’energia tellurica che il santo non sconfigge, bensì canalizza e doma a suo favore.
Un altro motivo che spesso si trova nelle cattedrali e’ “il sapiente che ascolta il drago”, cioe’ appunto immagine che sta ad indicare come il sapiente debba saper ascoltare e imparare il linguaggio della natura.
 

LA CROCE

Il simbolo della croce e’,in realta’ molto piu’ antico di cio’ che si potrebbe pensare, esso e’ collegato all’albero e al culto celtico , ma anche alla famosa croce egizia AHNK. Non fu pero’ difficile per la chiesa utilizzare tal simbolo per rappresentare la passione cristiana e lo stesso martirio di Gesu’. Nelle cattedrali l’albero e’ spessissimo rappresentato sul portale, l’albero della vita, che include anche narrazioni delle vicende umane e bibliche. Ma la croce ha anche una macrorappresentazione , infatti le stesse cattedrali gotiche hanno quasi tutte pianta a croce, simbolo alchemico del crogiulo , detto CROISET, da crux cioe’ coppa. 

IL ROSONE

Il rosone e’ un elemento fondamentale delle cattedrali, esso e’ spesso associato alla ruota e al disco solare. E’ una rappresentazione stilizzata della rosa, f iore sacro prima a Iside, poi a Cibele e infine alla Madonna. Vi sono vari tipi di rosoni e ognuno ha un suo significato:

a 6 petali e’ associato al sigillo di Salomone
a 7 petali indica l’ordine settenario del mondo
a 8 petali la rigenerazione
a 12 petali gli altrettanti apostoli.
 

SIMBOLOGIA ANIMALE

Spesso gli animali sono classificati a seconda dei 4 elementi di provenienza. La simbologia animale e’ di per se’ molto vasta e da sola richiederebbe una trattazione più dettagliata. Gia’ a seconda della posizione che occupano possono avere un particolare significato, se, per esempio, si trovano sulla base di una colonna, essi rappresenterebbero la necessita dell’uomo di elevarsi dall’animalita’ verso il divino.

Abbiamo cosi’ il Pavone, simbolo di immortalità; l’aquila; l’ariete, che indica l’ardore del creatore; la lepre, che rappresenta la lussuria; il maiale, e’ il simbolo dell’impurita’; la colomba e’ associata all’anima; l’agnello rappresenta il Cristo…

Un significato particolare hanno il leone, l’aquila, il bue e l’angelo , infatti essi rappresenterebbero anche i 4 evangelisti Marco, Giovanni, Luca e Matteo.

Spesso troviamo, come in Egitto all’ingresso di numerose tombe , i leoni collocati davanti alla porta del tempio per scacciare gli impuri.

Citiamo, inoltre, figure del bestiario medievale come la sirena, che a differenza di ciò che simboleggiava nella cristianità, e cioè le tentazioni a cui è soggetto l’uomo, rappresenta la conoscenza nascosta, il soave canto della conoscenza che fa perire gli uomini stolti ; e l’uomo con le orecchie d’asino, re Mida che sta a rappresentare una”verità” che non può essere svelata. 

 

IL CERVO

La sacralita’ del cervo non nasce certamente nel medioevo, ma rappresentazioni di questo animale le troviamo gia’ nei luoghi di culto neolitici. Infatti questo animale era legato sia al culto solare che a quello terrestre, a confermare ancora la dualità-unicità come infatti abbiamo detto in altra sede, che caratterizza tali culti.

Il cervo viene messo in relazione sia con il sole, “le cui corna rappresentano i raggi solari”, ma è anche l’animale sacro ad Artemide, divinita’ arborea della caccia. Il cervo, inoltre, aveva il potere della resurrezione infatti molto spesso nelle tombe venivano poste delle corna di cervo appunto per questo scopo.

Ma il cervo rappresentava anche un dio dei boschi , l’ esistenza di questa divinità , le cui corna ramificavano sulla sua testa , derivava da un’ antica credenza : se un guerriero trovava la tomba di un cervo , questi lo avrebbe guidato per sempre nel suo cammino . Un mitico cervo dalle corna d’ oro era considerato il capostipite del clan. In Irlanda veniva invece venerata un’ alce dalla triplice ramificazione ( il terzo corno era segno di divinità ) . 

IL CIGNO

 Il cigno bianco rappresenta la luce, nella lingua indoeuropea la radice di “cigno” , SWEN , e’ la stessa di “canto” o “sonorita’”. Da essa discende il latino sonare e l’etimologia e’ molto vicina anche alla parola Solare.

Cioe’ vi e’ una etimologia simile tra cigno e sole- canto e luce. Questo perche’ nelle antiche tradizioni , fino ad arrivare all’”armonia delle sfere ” di Pitagora, vi era la certezza che gli astri, oltre che emettere luce, emettono anche un suono!! Il suono puo’ facilmente esser letto come vibrazione e quindi il cigno sarebbe il simbolo delle vibrazioni celesti, in contrapposizione o, se si vuole, in unione con le vibrazioni terresti o telluriche.

In Grecia il cigno e’ legato ad Apollo, e quindi continua anche in epoca classica il legame tra l’animale e il culto solare, ma , guarda caso, il cigno e’ anche legato al carro di Dionisio e Afrodite, e quindi legato al culto tellurico rappresentato dal dio del vino e al culto Lunare! Ancora , dunque , una conferma alla dualita’ del culto tellurico-celeste.

Il legame tra cielo e terra rappresentato dal cigno lo ritroviamo in una leggenda greca. Infatti Zeus trasformatosi in un cigno amo’ Leda mentre si bagnava in una corrente. Da tal amore nacquero Castore e Polluce , dei della salute e della prosperita’. 

 

IL CAVALLO

Il cavallo rappresentava anch’esso il culto solare . Nel periodo gallico-romano occupò un posto di grande rilievo . Il concetto che questo animale fosse , a volte , l’ emblema del Dio Sole e del Fuoco non è esclusivo dei Galli ma anche degli altri popoli indeuropei . Un accostamento che si rende ambiguo , in quanto si pensa che il cavallo fosse dedicato al dio Rudiobus , che veniva rappresentato sotto questa forma .In alcune tombe furono trovate alcune statuette rappresentanti cavalli privi di cavaliere , ciò fa pensare che non si trattasse quindi di divinità ma di animali dedicati a riti solari . Accostato anche al mondo dei morti perde le sue caratteristiche ” solari ” . Inoltre era sacro anche a Freye , dio della fertilità .

 

IL TORO

Un altro animale onorato per la sua forza eccezionale era il toro, con tre corna e tre occhi . Tutto ciò rafforza la sua sacralità. Per la sua natura divina fu addirittura impresso sulle monete galliche quale simbolo religioso. Il toro è uno degli animali di più antica divinazione, non dimentichiamoci delle tauromachie cretesi e soprattutto, della tauroctonia del dio Mitra. 

IL CINGHIALE

Il cinghiale simboleggiava una divinità arborea , molto venerato dalle popolazioni celtiche, lo troviamo raffigurato nelle Ardenne in statuette che raffigurano la dea Arduina che cavalca appunto l’animale. 

IL CANE

Anche il cane detiene un ruolo di animale sacro , la sua figura appare spesso al fianco di molte divinità . Secondo alcuni riti antichissimi sembra che accompagnasse al maglio il dio dei fabbri . Potrebbe corrispondere all’ animale familiare , conduttore delle anime , molto simile all’ egizio Anubi , guardiano delle sepolture .

 L’ORSO

Il culto dell’ orso scaturisce da una divinità femminile , e anche etimolgicamente dall’ antico celtico Arta (orsa) sono derivati nomi di numerosi dei , la dea Artio (dea Orsa ) e il dio Artaios quest’ultimo identificato con Mercurio .

 IL SERPENTE

La natura divina del serpente è ormai conosciuta anche come simbolo primario . La fecondità e la fertilità erano suoi attributi , legati insieme a quello della salute . Considerato simbolo della medicina da molte civiltà , il serpente si ritrova presso le divinità celtiche guaritrici Sirona o Damona . Le leggende popolari designano il serpente come genio e signore dei luoghi umidi , di acque sorgive e termali .

 IL GALLO

Il gallo , considerato un animale solare perchè con il suo canto , allontana gli spiriti malvagi della notte, quello nero era considerato un animale magico , sacrificale , richiesto dalle potenze infernali .

 GLI UCCELLI

Anche gli uccelli ebbero la loro parte nel bestiario medievale , erano graditi agli dei le anitre , le oche , le colombe , sempre raffigurate sopra teste di varie divinità , soprattutto femminili e benevole , considerati beniamini dei geni degli alberi . 

IL GATTO

Anche il gatto era considerato un animale sacro. Gli iniziati egizi , poi i druidi pensavano che percepissero l’ energia delle cose . Le tribù celtiche impararono molto dai gatti selvatici , tanto che costruirono templi e santuari in prossimità di luoghi dove si riunivano questi animali . 

LA LEPRE CON L’UVA

Di solito questo animale simboleggia il fedele che ha raggiunto il Paradiso e ne gode i frutti. Spesso la lepre può sembrare “spaventata” e in procinto di fuggire quando ci viene presentata con lo sguardo fisso e le zampe tese in procinto di fuggire. La fuga della lepre sta a significare: il timido ed il pauroso stiano attenti, perché, come la lepre, potrebbero allontanarsi dai frutti della vite, che pure sono vicini e raggiungibili con la fede.

ALTRE SIMBOLOGIE

 LA STELLA

La stella nelle cattedrali rappresenta la “conoscenza”, Virgilio scrive nell’Eneide:

“…dopo la sua partenza da Troia Enea vide tutti i giorni e durante tutto il viaggio la stella di Venere fino a quando arrivo’ a Loreto, dove cesso’ di vederla e cio’ fece capire che quelle erano le terre designate dal fato…”

La stella ha dunque anche il significato di guida e immagini dei magi che seguono la stella non sono rare nelle cattedrali.

 

LA SCALA

La scala unisce tra loro le civiltà del simbolo, collega il cielo alla terra, l’uomo al Creatore, poiché la Sapienza reca in se stessa il mezzo che permette di conseguirla. E’ un oggetto familiare come la falce, che ci invita a separare l’essenziale dal superficiale, o come l’aratro, che lavora il terreno della nostra coscienza per farne germinare il chicco della Resurrezione. 

IL MULINO

Alcune volte si nota tra i fregi delle cattedrali il mulino e l’uomo che raccoglie la farina. A prima vista sembra una scena banale, comune: un uomo versa grano in un mulino mentre un altro raccoglie la farina… in realta’ La scienza delle Scritture ci insegna che è Mosè a portare il grano al mulino ed è Paolo a raccogliere la farina..

..In senso simbolico, il mulino mistico è lo strumento attraverso il quale una sapienza passata, rappresentata da Mose’, diventa sapienza presente, indicata da Paolo… 

IL LABIRINTO

Il labirinto è strettamente collegato al mito di Teseo , L’architetto Dedalo costruisce il labirinto per imprigionarvici il minotauro (essere che potrebbe rappresentare le forze brute dell’uomo),ed è proprio il figlio Teseo che deve trovare e sconfiggere il mostro ,ma per far ciò ha bisogno dell’aiuto di una donna Arianna (se esaminiamo il nome di Arianna possiamo dire che etimologicamente proviene dal greco arione, l’oriente, il sole nascente che e’ inizio e guida di tutto). Una volta ucciso il minotauro, Teseo e Dedalo possono finalmente uscire dal labirinto, ma attraverso il volo, cioe’ il movimento verticale, Dedalo non e’ piu’ l’uomo che non si perde nei riti iniziatici, ma colui che ha conseguito un allargamento della visuale terrena e quindi una maggiore conoscenza.

Il Labirinto e’ quindi un simbolo che sta ad indicare la via che l’uomo deve percorrere per conseguire l’iniziazione, per poter librarsi nell’aria e vedere con nuovo occhio le vicende terrene.

Il labirinto rappresenta dunque anche il cammino di fede: dall’esterno, seguendo un tortuoso percorso, si arriva al centro. In moltissime cattedrali del medioevo c’era, sul pavimento del presbiterio, un labirinto che i pellegrini percorrevano in ginocchio, che portava al centro, all’ omphalos. Quello della cattedrale di Chartres ha un diametro di dodici metri e il percorso si snoda per duecento metri. Altri importanti labirinti si conservano ad Amiens, Poitiers, Cremona, Lucca, Pavia, Piacenza. Sul labirinto del Duomo di Lucca è incisa la seguente iscrizione:

“Ecco il labirinto di Creta costruito da Dedalo, da cui nessuno può uscire una volta entratovi, al di fuori di Teseo, graziosamente aiutato dal filo di Arianna”.

Il mito antico viene quindi reinterpretato in senso cristiano: nessun uomo, nel combattimento col male può uscirne vivo, senza l’aiuto della grazia divina. Un bellissimo saggio sull’argomento è “Il libro dei labirinti” di Paolo Santarcangeli. 

VERGINI NERE

Non e’ facile trovare raffigurata nelle cattedrali una vergine nera. Per spiegare la presenza di tal vergine possiamo seguire due strade differenti :c’e’ chi collega tali vergini al culto di Iside e quindi della dea madre, infatti non dobbiamo dimenticare che il culto di Iside era molto forte in quasi tutta Europa, fu importato dai legionari romani dall’egitto , oppure molti collegano tali figure alla tradizione celtica, che vede la vergine come Vaso Generatore, in questi casi, infatti la madonna non era vista come Madre, ma come Gestante e qui ci sono chiari riferimenti al calderone di Dagda oggetto molto sacro ai celti di cui comunque abbiamo gia’ parlato in altra sede. 

VESCICA PISCIS

Questa figura rappresenta il punto di derivazione del triangolo equilatero e rappresenta l’infinita fertilita’ della dea madre. Spesso tal figura e’ utilizzata per far da contorno a figure sacre come il Cristo. 

PENTAGRAMMA E STELLA 6 PUNTE

La stella a 5 punte, e’ un simbolo di materialita’, 5 sono i sensi umani,5 gli elementi terreni, 5 e’ il simbolo del fuoco. Tale sigillo ,per la verita’ piuttosto raro a trovarsi nelle cattedrali, e’ spesso utilizzato in molte pratiche occulte.

Stella di David, invece , e’ la stella a 6 punte, formata da due triangoli contrapposti, uno rappresenta la materialita’, la terra… l’altro rappresenta la spiritualita’, il cielo….

La stella a 6 punte e’ detta stella ebraica o davidica, formata da due triangoli isosceli, rovesciati e sovrapposti, rappresenta i quattro elementi (Acqua, Fuoco, Terra, Aria) secondo il seguente schema:

Fuoco + Aria

ì = s + t

Acqua + Terra

Questo simbolo deriva dall’antico sigillo di Salomone.

ALTRI SIMBOLI E CURIOSITA’

 

LA DEVIAZIONE D’ASSE

In molti edifici si può osservare un fenomeno curioso, l’asse della navata non si trova sul prolungamento esatto di quello del coro. La deviazione d’asse e’ un simbolo gia’ trovato nell’antico Egitto e in particolare a Luxor, essa e’ una sorta di rottura tra la navata (luogo delle credenze) e il coro (luogo degli officianti ) , come affermava Pitagora l’asimmetria e’ vita.

 

L’UOMO CON LA SPADA CHE TRAFIGGE UN ANIMALE

Tal motivo si presenta spesso in diverse cattedrali, con uomini e animali differenti, ma il messaggio e’ , di solito, sempre lo stesso.

Vi e’ , infatti, sempre il sapiente che immerge la sua spada nel corpo dell’animale, NON PER UCCIDERLO, ma per trasformare la sua mostruosita’ in armonia e trovare la verita’ oltre l’apparenza. E’ dunque l’uomo che inizia a conoscere il reale significato della “natura”.

Spesso e’ associato (vedi San Marco a venezia) all’uomo che cavalca l’animale, simbolo dell’uomo ormai padrone dei segreti naturali e all’uomo che suona il flauto, cioe’ che mette in atto l’armonia delle leggi naturali rappresentata dallo strumento musicale più vicino alla natura, il flauto (vedi i satiri). 

LA CRIPTA

Ciascuna cattedrale poi è dotata di una cripta. La cripta (dal verbo greco cripto, che significa nascondo) costituisce un ambiente sotterraneo in cui secondo alcune leggende e tradizioni sarebbero nascosti degli oggetti sacri molto importanti (ad esempio si dice che in una delle cripte di Chartres sia custodita nientedimeno che l’Arca dell’Alleanza, e che quando questa cripta sarà scoperta la cattedrale crollerà al suolo. Ma le cripte delle cattedrali gotiche sono legate ad un altro elemento molto misterioso, costituito dalle cosiddette Vergini Nere. Queste sono delle statue, o bassorilievi, che raffigurano appunto la vergine Maria, con la particolarità della carnagione scura. Da molte parti è stata sottolineata la stretta relazione tra le statue di Iside, la divinità egizia corrispondente alla dea greca Gea (”la Terra”), che venivano custodite nei sotterranei dei templi egizi, con le Vergini Nere. Anche queste ultime sarebbero collegate al culto della Terra, ed in particolare a quello di cui già ho accennato della Grande Madre diffuso in tutta l’Europa. La stessa Madonna sarebbe la cristianizzazione di questa figura che nella Gallia dei primi secoli d.C. era troppo radicata nella fede e nell’immaginario popolare, per riuscire ad estirparla del tutto. In questo senso i costruttori delle cattedrali gotiche, che anche in altri particolari (ad esempio quello di erigere le cattedrali sui luoghi sacri al culto della Grande Madre) si erano dimostrati legati al culto neolitico della Grande Madre, avrebbero colorato in modo diverso il volto della Vergine cattolica, affinché coloro che “sapessero” avrebbero facilmente compreso di chi si trattasse realmente . 

L’UOMO CHA SUONA, ANGELO CHE SUONA

Il significato delle due immagini e’ profondamente diverso.Mentre infatti l’angelo suona lo strumento simbolo dell’armonia del creato, oppure simbolo della distruzione (vedi trombe di Gerico); l’uomo che suona è l’iniziato che ha compreso il linguaggio dell’armonia e ora lo mette in atto. 

IL POZZO

La tradizione della fonte della giovinezza si ritrova nei POZZI SACRI posseduti nel medioevo da numerose cattedrali gotiche , l’acqua che si racconglieva era considerata di grandi virtu’ curative. Abbon, nel suo poema che tratta dell’assedio sostenuto da Parigi contro i Normanni ci trasmette intere pagine che testimoniano le proprieta’ curative dell’acqua del pozzo di Saint-Germain-des-Pres.

Ominis qui bibit aquam , si fidem addit, salvus erit. 

LE PORTE

La cattedrale è una costruzione fissa, statica, ma va letta dinamicamente, come processione di clero e di fedeli che vi si recano. Possiamo distinguere tre processioni:

D’ingresso - Di offertorio - Di comunione

Di solito le chiese hanno tre porte o tutte e tre sulla facciata, oppure una sulla facciata e due laterali. Le tre porte hanno funzioni distinte: dalla porta centrale si entra solo in processione, solennemente; mentre dalle porte laterali si entra normalmente cosi’ come le navate laterali che servon per il passaggio, durante le funzioni si sta solo nella navata centrale. 

ORIENTAMENTO DELLE CATTEDRALI

Nel medioevo l’uomo aveva uno stretto rapporto con la luce, con il sole e con il luogo ove esso sorge, l’ORIENTE. Gia’ i primi cristiani usavano pregare rivolti a levante, cosi’, con il tempo la pratica dell’orientazione venne introdotta nelle costruzioni, con il coro orientato ad oriente e l’ingresso ad occidente. Cosi’ l’asse EST-OVEST era una variante dell’asse cielo-terra, luce-tenebre.

Ci si rivolgeva a dio guardando verso Oriente mentre si usciva da occidente, cioe’ verso il buio.Non a caso la controfacciata delle chiesa riporta scene del giudizio universale estremo monito per gli uomini che uscivano.

Il rapporto tra la luce del sole e la costruzione e’ molto intimo, abbiamo gia’ visto chiese ove, in particolari giorni dell’anno i raggi solari colpiscono ben precisi punti, che in altra sede (vedi iside svelata) abbiamo chiamato “nodi geomantici” .

Mentre allora la CUPOLA e l’ABSIDE erano il luminoso regno dei cieli, il PRESBITERIO era il luogo di contatto con i fedeli, la terra. 

LA FIGURAZIONE DELL’AUREOLA

Nell’iconografia cristiana un chiaro riferimento al sole e’ l’aureola che cinge il capo dei santi. L’aureola puo’ essere a forma circolare con stretto richiamo al sole spesso rappresentata anche con 4 raggi che indicano l’irraggiamento nelle 4 direzioni.

Alcune volte troviamo l’aureola quadrata, essa era posta a santi, governatori, papi ancora in vita al momento dell’opera e dunque il quadrato e’ un esplicito riferimento alla terra.

BIBLIOGRAFIA
R. Bechmann, Le radici delle cattedrali, Mondadori 1989
C.F. Carli, Le colonne e gli archi, Settimo Sigillo, 1987
Fulcanelli, Il Mistero delle Cattedrali (1926), Ed. Mediterranee 1972
J. Gimpel, Costruttori di cattedrali, Jaca Book 199
O. von Simpson, La cattedrale gotica, Il Mulino 1988

- Riferimenti - (I nomi delle Abazzie e delle Cattedrali sono una semplice indicazione o un riferimento per tutti coloro che vorranno approfondire l’argomento della costruzione e dei simboli delle cattedrali).